Sostenere e valorizzare l’economia sociale e solidale. Anche quest’anno il Governo non presta la necessaria attenzione all’economia sociale e solidale, che rimette in discussione l’attuale modello di sviluppo adottando un approccio che pone al centro la conversione ecologica e sociale dei territori. Si tratta di esperienze ormai storiche come l’agricoltura biologica, i gruppi di acquisto solidale, le botteghe del commercio equo e solidale, gli orti urbani, le tante realtà della finanza etica, della promozione culturale, del riciclo e del riuso, del turismo responsabile, del recupero e risparmio energetico, della mobilità sostenibile. Ma vi rientrano anche esperienze più recenti, come le imprese recuperate e gli spazi sociali e culturali che animano nuovi modelli aperti di altraeconomia, formazione, ricerca, informazione.
L’economia sociale e solidale assicura ormai reddito e occupazione a migliaia di persone in tutta Italia ed è importante per almeno tre ragioni. Sono caratterizzati dall’autorganizzazione e quindi dall’autonomia; avvicinano migliaia di persone comuni, differenti per età, estrazione sociale, sensibilità culturale e politica; ricercano e favoriscono la ricomposizione delle relazioni sociali e il legame tra le persone e l’ambiente naturale.
Sbilanciamoci! propone di investire quasi 200 milioni di euro per queste forme di altraeconomia. Si propone di istituire tre Fondi specifici per il commercio equo e solidale (1 milione), per l’economia solidale (1 milione), per la riconversione ecologica delle imprese (10 milioni); di implementare due Piani strategici nazionali per la Piccola distribuzione organizzata (10 milioni) e per la certificazione partecipata della qualità dei prodotti biologici (10 milioni); di sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco-&-eque (10 milioni) e di avviare un Piano per lo sviluppo degli Open Data per l’economia solidale (1 milione). Inoltre, un investimento pubblico (150 milioni) in un piano nazionale sugli Open Data e in piani di azione locali pilota potrebbe accrescere la trasparenza istituzionale, la promozione dell’innovazione sociale e la partecipazione civica.