Saperi, cultura, istruzione pubblica: il nostro futuro. Servono 4,8 miliardi di euro per rimettere al centro i saperi e rilanciare la cultura e l’istruzione pubblica.
Tra le principali misure previste: un consistente investimento sull’edilizia scolastica (1 miliardo) e universitaria (50 milioni) per garantire maggiore e migliore disponibilità, sicurezza e agibilità di spazi e strutture per l’insegnamento, l’apprendimento e l’alloggio degli studenti; il significativo aumento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, al Fondo di finanziamento ordinario e al Fondo integrativo statale, al fine di arricchire e potenziare la didattica e assicurare le condizioni minime di esigibilità del diritto allo studio (1,7 miliardi per i tre fondi); l’adozione di un piano straordinario per l’assunzione di 20.000 ricercatori universitari a tempo determinato in 6 anni (3.300 nel 2017, con un impegno di 445,8 milioni). L’abolizione delle detrazioni Irpef previste per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie produrrebbe nuovi introiti per 337 milioni di euro.
La riforma della tassazione universitaria centrata sull’istituzione di una no tax area per chi dichiara meno di 23.000 euro di Isee avrebbe un costo di 600 milioni, mentre lo stanziamento di risorse integrative per il Fondo unico per lo spettacolo (138 milioni) e per la promozione dell’arte e dell’architettura contemporanee (19 milioni) potrebbe incentivare la produzione, la diffusione e l’accesso alle varie forme di espressione artistica e culturale, soprattutto da parte dei giovani. L’abolizione del “bonus cultura” per i neo-diciottenni (290 milioni) consentirebbe inoltre di finanziare l’accesso gratuito a musei, monumenti e aree archeologiche.
Infine, Sbilanciamoci! chiede la definizione e l’implementazione dei Livelli essenziali delle prestazioni culturali affinché tutti possano realmente accedere ai beni e alle attività culturali, l’offerta culturale sia potenziata in particolare là dove è più carente e gli operatori culturali siano messi in grado di svolgere al meglio il loro lavoro.