Welfare: via il super-ticket, più risorse per i servizi e le infrastrutture sociali
I tagli alla spesa pubblica durante la crisi hanno colpito innanzitutto la spesa sociale. I Fondi Nazionali hanno visto un forte ridimensionamento, solo in parte recuperato, e la spesa sociale dei Comuni, segnata dai tagli dei trasferimenti locali, non è andata meglio. Di fronte a questo quadro allarmante, Sbilanciamoci! propone un piano di interventi da 5,6 miliardi.
Le priorità sono l’ampliamento dei servizi territoriali pubblici per l’infanzia e la riduzione delle rette degli asili nido (500 milioni); l’integrazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (324 milioni); l’innalzamento a 15 giorni del congedo di paternità obbligatorio (600 milioni); l’aumento delle risorse per i centri antiviolenza (38,1 milioni); il finanziamento di misure alternative alla detenzione; un aumento di personale per gli istituti penitenziari (50 milioni); un adeguamento delle mercedi dei detenuti lavoratori (15,3 milioni).
In campo sanitario, Sbilanciamoci! propone di abolire il super-ticket fortemente iniquo che spinge i cittadini a rivolgersi al settore privato (800 milioni); aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza; riorganizzare l’assistenza sanitaria territoriale e verificare le convenzioni con le strutture sanitarie private per eliminare gli sprechi (maggiori entrate per 250 milioni di euro). La razionalizzazione dei metodi di valutazione delle condizioni di disabilità consentirebbe di integrare il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (200 milioni), mentre stanziamenti aggiuntivi per 378 milioni potrebbero finanziare interventi per l’inclusione, il diritto al lavoro, all’alloggio e il supporto ai familiari delle persone con disabilità.
Le risorse per coprire i costi di questi interventi potrebbero derivare dalla legalizzazione e tassazione della vendita di cannabis (3,8 miliardi), di cui una parte potrebbe essere destinata a un Fondo per prevenzione, cura e contrasto del suo abuso. Ulteriori entrate potrebbero provenire dall’aumento della tassazione del gioco di azzardo, destinando parte degli introiti (858 milioni di euro) a interventi di prevenzione e cura delle dipendenze patologiche.
1,4 miliardi potrebbero finanziare un piano pluriennale per abitazioni sociali senza consumo di suolo e l’aumento del Fondo per la morosità incolpevole e di quello per gli affitti: risorse che potrebbero arrivare dall’eliminazione della cedolare secca (1,1 miliardi), dall’adozione di misure di contrasto all’affitto in nero (300 milioni) e dalla tassazione degli immobili vuoti (400 milioni).
Per uscire da un approccio emergenziale delle politiche su immigrazione e asilo, chiediamo la chiusura dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (ex-Cie), degli hot-spot e la riduzione di 800 milioni degli stanziamenti ai Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti dalle Prefetture (in totale, 1,3 miliardi). Risorse che potrebbero finanziare l’ampliamento del sistema di accoglienza ordinario gestito dai Comuni Sprar (150 milioni), un piano di interventi di inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri (600 milioni) e lo sviluppo di un sistema nazionale di protezione contro le discriminazioni e il razzismo (50 milioni).