Welfare: meno erogazioni monetarie, più servizi pubblici. Le politiche per i servizi sociali e per la sanità sono state le più colpite dalle politiche di austerità. I Fondi Sociali Nazionali hanno conosciuto un rilevante ridimensionamento negli anni della crisi e la spesa sociale dei Comuni, segnata dai tagli dei trasferimenti locali, non è andata meglio. Ci hanno rimesso la sanità pubblica, i servizi per l’infanzia, l’assistenza alle persone anziane, con disabilità e non autosufficienti, le azioni positive contro le discriminazioni e le pari opportunità, le politiche di edilizia residenziale pubblica. Per non parlare degli interventi di inclusione sociale rivolti ai migranti e ai detenuti. Il Disegno di Legge di Bilancio 2017 continua purtroppo a optare per un welfare selettivo e per l’elargizione di erogazioni monetarie invece di prevedere una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare, rafforzando il sistema dei servizi pubblici.
Sbilanciamoci! sceglie invece di riorientare le risorse disperse in mille rivoli (bonus bebè, fondo di sostegno alla natalità, “premio alla nascita“, voucher per servizi di baby sitting e “bonus asilo nido su richiesta”) in direzione del rafforzamento e dell’ampliamento dei servizi territoriali pubblici per l’infanzia, della riduzione delle rette degli asili nido, dell’integrazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, dell’innalzamento a 15 giorni del congedo di paternità obbligatorio, della creazione di nuovi centri antiviolenza e del finanziamento di misure alternative alla detenzione. Si tratta nel complesso di 1,6 miliardi di euro che non comportano costi aggiuntivi per lo Stato, ma riallocano gli stanziamenti esistenti.
Si propone inoltre l’inserimento immediato nella Legge di Bilancio di un intervento rivolto ad assicurare una pensione di garanzia per i giovani. I costi di tale misura resterebbero marginali sino al 2030 e sarebbero comunque sostenibili se restasse invariato l’attuale rapporto tra spesa pensionistica e Pil (15,5%).
La razionalizzazione dei metodi di valutazione delle condizioni di disabilità consentirebbe poi di integrare il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (150 milioni), mentre uno stanziamento aggiuntivo di 420 milioni potrebbe finanziare interventi strutturali per l’inclusione, il diritto al lavoro, all’alloggio e allo studio delle persone con disabilità e l’accessibilità degli edifici.
Per prevenire, curare e contrastare il gioco d'azzardo patologico Sbilanciamoci! propone di aumentare la tassazione del gioco d'azzardo e di diminuire il payout dei giocatori dell’1%, destinando parte degli introiti (801 milioni di euro) ai servizi pubblici per le dipendenze patologiche (200 milioni).
La destinazione del 5% dei diritti televisivi sulle partite di calcio di serie A e B (60 milioni) potrebbe invece sostenere lo sport sociale per tutti e lo sport paraolimpico.
1,4 miliardi di euro potrebbero finanziare un piano pluriennale per abitazioni sociali senza consumo di suolo e l’aumento del Fondo per la morosità incolpevole e del Fondo sociale per gli affitti: risorse che potrebbero essere recuperate con l’eliminazione della cedolare secca sugli affitti a canone libero (1,2 miliardi), l’adozione di misure di contrasto al canone d’affitto in nero (300 milioni) e la tassazione degli immobili vuoti (400 milioni).
Per uscire da un approccio emergenziale delle politiche su immigrazione e asilo, Sbilanciamoci! chiede la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), degli hot-spot e la riduzione di 600 milioni degli stanziamenti destinati ai Centri di Accoglienza Straordinaria gestiti dalle Prefetture (in totale 1,3 miliardi). Risorse che potrebbero finanziare l’ampliamento del sistema di accoglienza ordinario gestito dai Comuni Sprar (200 milioni), gli interventi di inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri (200 milioni), il sistema nazionale di protezione contro le discriminazioni e il razzismo (50 milioni) e l’avvio di un piano di smantellamento dei “campi nomadi” (75 milioni). Si chiede inoltre al Governo di rinunciare all’istituzione di visti di ingresso privilegiati per cittadini stranieri ricchi che investano in società italiane o comprino titoli di Stato.